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L'anomalia Italiana e un pericoloso precedente
Editoriale Ottobre 2009 European Alternatives lancia una campagna per la Liberta' d'Informazione in Italia Firma la petizione: www.freepresseurope.eu www.stampalibera.eu Nel corso delle ultime settimane, grande rilievo è stato dato dalla stampa europea all' "anomalia italiana". Ultimamente, l'attenzione si è spostata alla situazione problematica dei media nel paese, con il pericolo di una distorsione di uno dei meccanismi fondamentali di ogni democrazia, cioè la libertà e il pluralismo dell'informazione. La mancanza di una risposta europea alle recenti intimidazioni di stampa in Italia rappresenta una minaccia diretta al diritto di libertà di espressione in tutta l’Unione europea, mette in pericolo i progressi compiuti nei paesi dell’ex Unione Sovietica accolti nell’Unione, e limita l’autorità di qualsiasi condanna europea di censura nel resto del mondo. Le istituzioni europee hanno l’autorità di condannare intimidazioni della stampa in Italia e, potenzialmente, di aprire un procedimento giudiziario. Il punto di partenza è noto: l'Italia è l'unica democrazia occidentale in cui il Primo Ministro esercita un controllo diretto sulle tre reti televisive di sua proprietà e il controllo indiretto su tre canali pubblici, oltre a possedere diversi giornali, riviste, stazioni radio, e la più grande casa editrice del paese. A questi ben noti fatti si aggiunge una serie di ulteriori eventi allarmanti accumulati nel corso degli ultimi mesi, culminati in una vera e propria offensiva del primo ministro italiano contro i pochi organi di stampa che ancora criticano con forza la sua posizione e quella del suo governo. Alcuni dei fatti più recenti: Televisioni: 1. Quasi il 90% della televisione italiana è costituita dai canali della televisione di Stato, Rai1, Rai2 e Rai3, e il privato canali Mediaset Rete4, Canale5, Italia1, di proprietà di Berlusconi. 2. In un recente incontro presso la sua villa privata nel Nord d’Italia, Berlusconi ha selezionato personalmente i direttori dei principali canali pubblici e delle edizioni del telegiornale della sera di questi canali. 3. Mentre l’esercizio potrebbe essere ripetuto per la maggior parte delle figure di nuova nomina, qui ci sono due citazioni dal nuovo direttore del notiziario serale leader in Italia, TG1, Augusto Minzolini su Berlusconi: “Indossa un maglione blu e ha il piglio deciso del direttore dei lavori, del comandante dei pompieri, del capo militare, ma anche la comprensione del prete. Silvio Berlusconi nelle emergenze si esalta. La sua attitudine è la politica del fare”. Il più grande partito d’opposizione, contrariamente, è giudicato negativamente: “La verità è che il Partito Democratico è nato antiquato. Il mondo corre, il centrosinistra sta fermo”. 4. Uno dei fondatori storici del TG5 e uno dei volti più noti della televisione italiana, Enrico Mentana, è stato recentemente e bruscamente licenziato dal gruppo Mediaset di Berlusconi per contrasti relativi alla gestione del suo programma politico “Matrix”. Ecco una lettera inviata da Mentana alla direzione del canale televisivo per cui ha lavorato, scritta pochi mesi prima di essere licenziato e, subito dopo l’ultima elezione di Berlusconi: “La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine… Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… ” Giornali: Le dichiarazioni di Berlusconi contro i particolari giornali opposti al suo governo sono ben noti. Recentemente, tuttavia, c’è stata una escalation di ciò che può essere definita solo come un tentativo di intimidazione. 1. Parlando di fronte a un congresso di giovani industriali, Berlusconi ha incoraggiato le imprese a non pubblicizzare sui giornali ostili alle sue posizioni, sostenendo che queste stesse testate giornalistiche sono responsabili per le esagerazioni riguardanti la portata della crisi economica in Italia. Non solo questo rappresenta un’ingerenza senza precedenti per un capo di Stato, ma la questione è aggravata da tre considerazioni: a) il grande budget pubblicitario delle società di ’stato’, nelle quali i direttori sono nominati dal governo Berlusconi e cercano la sua buona volontà; b) il grande impero commerciale di Berlusconi e il suo budget pubblicitario; c) gli interessi di Berlusconi come editore di giornali, radio e televisioni concorrenti, tutti alla ricerca di introiti pubblicitari. 2. Dopo una serie di rivelazioni estative riguardanti il rapporto di Berlusconi con accompagnatori e showgirls, e il suo utilizzo di voli di Stato per il loro trasporto alle feste nelle ville private di Berlusconi – tutti avvenimenti ampiamente riportati dai media internazionali – Berlusconi ha citato in giudizio i quotidiani italiani La Repubblica e L’Unità, oltre a giornali europei quali El Pais e Le Nouvel Observateur, sostenendo complessivamente un danno superiore a tre milioni di euro. Si dice che stia indagando facendo causa al Times. 3. A seguito di ripetute critiche sulla vita personale di Berlusconi e sulle politiche migratorie del suo governo da parte del quotidiano dei vescovi cattolici italiani, Avvenire, il giornale di Berlusconi, Il Giornale, ha pubblicato una relazione infondata in cui accusa il direttore di Avvenire di aver minacciato la moglie di un l’uomo con la quale egli avrebbe avuto i rapporti sessuali. La campagna di diffamazione ha portato alle dimissioni del direttore di Avvenire, Dino Boffo. Report Indipendenti: 1. Nella sua ultima relazione del 2009, Freedom House classificato l’Italia solo come “parzialmente libera”, isolando in particolare l’interferenza politica nel sistema di informazioni. 2. Nel suo ultimo rapporto sulla libertà di stampa in Italia, Reporter senza Frontiere sostiene che Berlusconi “aumenta l’interferenza politica” sulla “linea editoriale” dei canali pubblici e privati, “promuovendo l’auto-censura dalla parte di una sezione della professione”. 3. L’associazione italiana dei giornalisti descrive il recente procedimento legale contro L’Unità “un tentativo di strangolare un giornale di opposizione”. 4. Aidan White, segretario generale della Federazione internazionale ed europea dei giornalisti, scrive in una recente dichiarazione stampa che: “[Berlusconi] pone la libertà di stampa a rischio, cercando di usare la legge per intimidire i giornalisti e per soffocare la media di segnalazione”. In Italia, un processo più o meno sofisticato di manipolazione dei media sembra che stia lentamente corrompendo perfino la stessa rappresentazione di fatti basati sull'evidenza, privando i cittadini dei mezzi per formarsi un parere fondato e per controllare le azioni di chi detiene il potere. La normativa che disciplina la libertà 'di stampa' rimane intatta e perfettamente appropriata a una democrazia del ventunesimo secolo. Il problema giace nell'applicazione di tale normativa, negli atti di intimidazione politica, nei tentativi di distorsione del mercato pubblicitario, e nella continua contaminazione del personale degli organi mediatici con individui fedeli all'attuale primo ministro Berlusconi. In un paese dove i canali televisivi rappresentano l'unica fonte di informazioni per oltre l'80% della popolazione, il controllo sui mezzi di comunicazione non deve necessariamente assumere la natura draconiana e totalitaria della sua precedente versione del ventesimo secolo. Una manipolazione dei principali media di "massa" puo', al giorno d'oggi, perfettamente permettere il mantenimento di piccole "riserve indiane" d'opposizione, poste a rappresentare una liberta' d'espressione puramente formale. L'esempio italiano ha conseguenze ben oltre i suoi confini geografici. La mancanza di una risposta europea agli attacchi contro la libertà di espressione e di pensiero in Italia minaccerebbe uno dei fondamenti della democrazia in tutta Europa. Mette in pericolo i progressi riguardanti la libertà di espressione e di stampa compiuti nei paesi dell'ex Unione Sovietica accolti nell'Unione, e indebolisce qualsiasi condanna europea di censura o di intimidazione della stampa all'interno dei suoi confini e oltre. In un contesto che sembra dimostrare un aumento dei tentativi di limitazione dellla libertà di espressione proprio in diversi paesi occidentali che sostengono di essere la patria della libertà, l'esempio italiano è potenzialmente pericoloso, e una risposta a livello europeo è necessaria ...
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