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Per un ruolo forte del Parlamento Europeo
European Alternatives chiede al Parlamento Europeo di bloccare la conferma della prossima Commissione Europea finché il Presidente della Commissione, José Barroso, non accetti le tre condizioni per rendere il processo decisionale europeo più democratico. Il Parlamento europeo sta facendo le audizioni ai Commissari europei prima di approvare o meno la nuova Commissione, il prossimo 26 gennaio. European Alternative ha seguito questo processo commentando le audizioni. Al di là della questione delle competenze individuali dei Commissari c'è la questione, molto più importante, dello status del Parlamento europeo stesso come luogo decisionale dell'Ue. Questa è una delle poche occasioni in cui il Parlamento Europeo, la sola istituzione eletta democraticamente nell'Ue, ha un reale potere nelle sue mani. Dovrebbe usare questa possibilità per dare una svolta storica alle democrazia in Europa, mettendo sé stesso nel cuore delle decisioni prese a livello europeo. Le tre condizioni:
1 Un Parlamento che prende vere decisioni Se il Parlamento Europeo propone una misura legislativa, la Commissione Europea dovrebbe preparena proposta legislativa nell'arco di un anno. Questo significherebbe che il Parlamento può davvero fare le leggi per conto dei cittadini che rappresenta.

2Una politica estera che renda conto ai cittadini I deputati europei dovrebbero partecipare attivamente alle negoziazioni di tutti gli accordi internazionali dell'Unione Europea. Questo significherebbe che i cittadini europei potrebbero, finalmente, avere un peso nella politica estera dell'Ue.

3Rappresentanti internazionali in accordo con le scelte dei cittadini La nomina dei posti chiave dell'European External Action Service (Eeas) dovrebbe essere approvata dal Parlamento dopo un'udienza. Se queste persone devono rappresetare i cittadini europei all'estero, devono essere approvati dai loro rappresentanti.

Queste tre condizioni sono già sostenute e discusse da tutti i membri di European Alternatives in Europa. Queste condizioni non chiedono cambiamenti nei Trattati ma semplicemente la volontà della Commissione di metterli in pratica. Il 27 gennaio scorso alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo si sono incontrati con Jose Barroso per cercare un accordo per nuove relazioni tra il Parlamento e la Commissione. Barroso ha dato al Parlamento un maggiore peso in politica estera: per questo il portavoce del comitato parlamentare in questione, a seconda dell'argomento, avrà diritto di parola in alcune delle negoziazoni internazionali dell'Unione. Sarà ovviamente importante seguire quanto questo processo sarà effettivamente messo in pratica nei prossimi cinque anni. Barroso ha respinto le altre due richieste della nostra lista. Ha rifiutato di dare al Parlamento il diritto di parola sugli appuntamenti dell'Azione Esterna e ha anche rifiutato che il Parlamento possa avanzare proposte legislative. Barroso si è solamente impegnato a rispondere, con un limite di tre mesi, alle interrogazioni del Parlamento. La questione di fondo? Fino a che punto il Parlmento sarà in grado di “obbligare” la Commissione a rendergli conto? Se il Parlamento e i cittadini lavorano insieme per fare in modo che la Commissione sia obbligata a giustificarsi, la democrazia in Europa potrà migliorare. Il nove febbraio scorso, prima del voto della nuova Commissione, il Parlamento europeo ha proposto un risoluzione nel quadro di questo accordo, che verrà passata in Commissione nei prossimi mesi (si può leggere qui). Questa risoluzione, in particolare, da al Parlamento il potere di censurare i Commissari, mentre ora può censurare solo l'intera Commissione. European Alternatives si impegna a portare avanti questa campagna per aumentare i poteri del Parlamento europeo. Il periodo che sta per iniziare sarà fondamentale per capire quanto il Trattato di Lisbona ha reso più democratica l'Ue. I cittadini e i parlamentari devono lavorare insieme per assicuarsi che la loro voce sia ascoltata all'interno del processo decisionale europeo. Qui un articolo che spiega le ragioni della nostra campagna.
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