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Le multinazionali europee a giudizio: il Tribunale Permanente dei Popoli
tibethandcuffs (Foto: Sharpeshift/Flickr) Di Giuliana Pisani Il Tribunale Permanente dei Popoli (Tpp) è un tribunale internazionale d’opinione, indipendente da ogni autorità statale. Promosso dalla Fondazione internazionale Lelio Basso per i diritti e la liberazione dei popoli, il Tpp è stato fondato il 24 giugno 1979 a Bologna, da un nutrito gruppo di giuristi, scrittori, intellettuali e attivisti provenienti da 31 Stati e annovera tra le sua fila cinque premi Nobel. Il Tpp trae le sue radici storiche dall’esperienza dei Tribunali Russell sulla guerra del Vietnam (1966-67) e sui regimi militari in America Latina (1974-1976). I verdetti emessi -trentasei dal 1979- hanno valore morale, e sono riconosciuti dalla Commissione dei diritti umani presso le Nazioni Unite. L’esame dei casi ha origine dalle denunce delle violazioni dei diritti umani e dei popoli presentate da collettività e individui, ed è prassi del Tpp informare dei procedimenti le parti interessate, dando loro piena opportunità di difesa. Nel 2005 la Rete biregionale europea-latinoamericana Enlanzando Alternativas (Ea) e l’organizzazione non governativa olandese Transnational Institute hanno chiesto al Tpp di giudicare le consociate europee presenti in Sud America per la violazione del diritto di accesso ai servizi essenziali; del diritto alla terra; del diritto alla sovranità alimentare, alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica, diritto sindacale e del lavoro, dei diritti dei popoli indigeni, del diritto dell’ambiente, dei diritti civili, politici, sociali, culturali ed economici del popolo latinoamericano. Le denunce presentate hanno riguardato imprese del settore agroalimentare, agrochimico, minerario e petrolifero, transgenico, delle telecomunicazioni, della finanza, dei servizi pubblici ( elettricità) e di beni comuni (acqua). Conclusa l’udienza preistruttoria svolta nel mese di maggio 2006 a Vienna, il Tpp ha ritenuto che “la complessità e la serietà delle denunce e le corrispondenti violazioni”, richiedevano indagini più approfondite, riconoscendo la necessità di convocare una sessione formale, “Politiche neoliberali e multinazionali europee in America Latina e Caraibi”, realizzata a Lima nel mese di maggio 2008. Entrambi i processi sono stati realizzati parallelamente ai vertici dei capi di Stato e di Governo Europa-America Latina, con lo scopo di proporre un percorso alternativo alle strategie di espansione industriale e finanziaria europea, espressioni del primato dell’economia sulla politica. Il verdetto di Lima sanziona moralmente e denuncia le multinazionali europee a capitale privato e statale per gravi, chiare e persistenti violazioni dei principi, norme, accordi e patti internazionali a tutela dei diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali di comunità e individui appartenenti ai popoli latinoamericani. Il 18 novembre 2009, a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo (Pe), il gruppo della sinistra unita Gue/Ngl ha ricevuto i rappresentanti del Tpp e della rete Ea, e ascoltato le testimonianze delle vittime di violazioni dei diritti in Brasile da parte dell’impresa tedesca Tyssen Krupp e della svizzera Syngenta, in Perù della spagnola Rio Blanco e in Nicaragua da parte della spagnola Repsol. Il Segretario Generale del Tpp, Gianni Tognoni, ha concluso l’incontro istituzionale promovendo un più consapevole e responsabile intervento del Pe in termini di: qualificazione di “crimini contro l’umanità” dei delitti compiuti da soggetti economici; prevenzione o interruzione delle reiterate violazioni da parte delle EMNs europee, come risultato degli accordi di associazione Europa-America Latina; costituzione di un organismo internazionale, espressione di “democrazia partecipativa”, a monitoraggio della condotta delle EMNs; adozione di un codice di condotta vincolante le EMNs in materia di diritti umani e diritto dell’ambiente.
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