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Deriva italiana per l'informazione in Ungheria?


Dunja Mijatovic, Rappresentante OSCE per la libertà dei media, ha lanciato un appello al governo ungherese per fermare il progetto di legislazione sui media che dovrebbe essere votato in Parlamento la prossima settimana, proponendo di avviare una consultazione pubblica per modificare il progetto di legge che coinvolga tutte le parti in causa.

“Le leggi proposte sono fortemente preoccupanti in riguardo alla libertà dei media nel vostro Paese” ha scritto la Rappresentante dell'OSCE al Ministro degli Esteri ungherese Janos Martonyi. “La loro approvazione potrebbe portare a una situazione di totale sottomissione delle trasmissioni televisive al volere politico”. Le modifiche proposte mirano a una profonda revisione dell’attuale sistema di governance del sistema dell’informazione. Si pensa di creare una speciale Autorità per le telecomunicazioni che controlli e gestisca le licenze radiotelevisive sia pubbliche che private.

Il Primo Ministro, e qui sta il trucco, nominerà direttamente il Presidente dell’Autorità, mentre i consiglieri saranno nominati a maggioranza dal Parlamento, che nominerà anche il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica e i direttori delle principali reti televisive, della radio e dell’unica agenzia nazionale di stampa E' bene ricordare che il partito al potere detiene una maggioranza di più dei 2/3 dei seggi in Parlamento. Dunja Mijatovic avverte che l'adozione della nuova normativa potrebbe portare a un controllo governativo sia delle emittenti pubbliche che di quelle private in Ungheria. Il governo prevede di adottare tali modifiche alla legislazione sulle telecomunicazioni con un procedimento abbreviato che non lascia spazio alla consultazione delle parti in causa e al dibattito politico.

Il Rappresentante dell'OSCE sottolinea come “sebbene il governo abbia il potere e i numeri per cambiare la Costituzione e le leggi che regolano la libertà di espressione, è molto importante che i governi non utilizzino tale potere per indebolire le garanzie alla libertà di stampa e subordinare i media al controllo governativo, fatto che sarebbe in aperta violazione delle norme internazionali e degli standard minimi richiesti dall'OSCE in garanzia della libertà di espressione e stampa”. Ildijo Lendvai, leader del Partito Socialista (il principale partito d'opposizione ungherese) ha affermato che “lo scopo di questa legge è quello di trasformare i mezzi di comunicazione pubblica in mezzi di comunicazione del partito”.

L'Ungheria non è il solo paese europeo a restringere la libertà d'informazione. In queste ultime settimane la situazione in Francia, Romania, e Italia eè andata peggiorando, rendendo una campagna europea che miri alla difesa della libertà dell'informazione a livello transnazionale ancora più urgente - informazioni qui. OSCE PRESS RELEASE, 24th of June 2010
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