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Uguaglianza di genere: matrimoni omosessuali in Portogallo
542144077_efef84cd6c ( "Portugal Parliament". Photo by: rvacapinta/Flickr ) Il giorno 8 gennaio 2010 il Portogallo ha compiuto un ulteriore passo avanti per i diritti degli omosessuali all'interno del paese. Dopo la legge del 2001, con la quale il Portogallo aveva equiparato le unioni di fatto indipendentemente dal sesso dei coniugi, oggi l' approvazione di un nuovo disegno di legge governativo, fortemente voluta dal premier socialista Josè Socrate e compattamente da tutta la sinistra parlamentare (PS- Partito Socialista, PC- Partito comunista, Blocco di Sinistra e Verdi). La legge, che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso, è stata approvata venerdì scorso con 123 voti favorevoli e 99 contrari e ha già riscontrato una forte polemica nei dibattiti tra socialisti e conservatori: questi ultimi hanno infatti già richiesto un referendum popolare da proporre ai cittadini sulla materia: mentre il partito conservatore di destra PSD (Partito Social Democratico) aveva proposto una registrazione civile dell'unione che riconoscesse alle coppie eterosessuali ed omosessuali gli stessi diritti, Verdi e socialisti si erano invece spinti oltre, proponendo persino la possibilità di adozione alle coppie omosessuali. A seguito della votazione, fuori dal Parlamento i difensori dei diritti LGBT hanno festeggiato mangiando torte nuziali e bevendo champagne. L'iter legislativo sarebbe comunque ancora molto lungo: la nuova legge, per diventare esecutiva, deve superare un vaglio di commissione, un voto definitivo del parlamento e infine la ratifica da parte dal conservatore capo di stato Anibal Cavaco Silva: il capo di stato potrebbe porre il suo veto, comunque superabile con un successivo voto parlamentare sul medesimo testo. Il Presidente Socrate ha dichiarato: “è un momento storico per il Paese”, ed ha inoltre spiegato di voler ''porre rimedio a decenni d'ingiustizie perpetrate ai danni degli omosessuali in Portogallo dove, fino al 1982, vigeva la situazione assurda e ributtante di considerare l'omosessualità un reato perseguito per legge”. Egli ha poi dichiarato: “sono di una generazione che non può dirsi orgogliosa del trattamento verso gli omosessuali. Questo è un passo naturale verso il futuro, così come lo sono state a suo tempo le leggi su uguaglianza, aborto, e le unioni di fatto”. Martin K.I. Christensen,vice direttore dell'ILGA-Europe, associazione internazionale per i diritti LGBT (lesbo-gay-bisessuali e transessuali) ha affermato: “è davvero un fantastico inizio 2010 per la comunità LGBT in Portogallo e in tutta Europa: un chiaro segno che l'opinione pubblica europea si sta mobilitando verso una maggior tutela del diritto di uguaglianza”. Linda Freimane co-direttrice della stessa associazione, ha poi aggiunto: “dobbiamo incrociare le dita per questa ratifica, e certamente non dimenticare che la battaglia per l'uguaglianza va avanti, anche circa le possibilità di adozione”. Molte proteste si sono alzate da parte della Chiesa portoghese: l'agenzia dell'episcopato portoghese, Ecclesia, ha dichiarato che la legge andrebbe contro le basi naturali della società; non si tratterebbe di un discorso contro l'omosessualità, ma di un problema culturale, che andrebbe a toccare la natura stessa del matrimonio. Una recente sondaggio europeo, mostrerebbe una reale spaccatura all'interno del paese, con il 49.5 per cento della popolazione contrari e un 45.5 per cento di responsi favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso, e dati sensibilmente minori circa l'argomento adozioni: dati quindi perfettamente nella media europea. Ad oggi i diritti dei gay portoghesi risultano sostanzialmente tutelati: dopo la dittatura di Salazar, c'è stata una progressiva apertura e sensibilizzazione all'argomento soprattutto a seguito della decriminalizzazione dell'omosessualità nel 1982, e il paese appare essere estremamente tollerante, con solo 2 casi di violenza riportati negli ultimi 10 anni, (decisamente sotto la media europea). Il nuovo Codice Civile nel 2007 ha mostrato una grande apertura verso l'argomento, inasprendo inoltre le pene contro coloro che incitano o favoreggiano la discriminazione basata su razza e orientamento sessuale o religioso. Il dibattito comunitario sulla materia si è fatto negli ultimi dieci anni sempre più intenso, e il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali è una realtà nella maggioranza dei paesi dell'Unione Europea: se questa legge diventasse esecutiva, il Portogallo sarebbe il sesto paese a legalizzare le coppie omosessuali, assieme a Spagna, Belgio, Olanda, Svezia e Norvegia, e potrebbe innescare un interessante dibattito anche in un paese come l'Italia, ancorato a dogmi religiosi, e ancora visibilmente lontano dalle direttive europee.
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